Il diradamento dei capelli come abbiamo già detto non è altro che la perdita fisiologica dei capelli dovuta all’esaurimento dei cicli di ricrecita all’interno di un certo numero di follicoli piliferi ed è definita alopecia androgenetica. Alcuni studi hanno messo in evidenza l’incremento dell’azione dell’enzima 5-alfa-reduttasi responsabile della conversione del testosterone in diidrotestosterone che è l’androne che causa la miniaturizzazione dei capelli all’interno dei follicoli. Proprio per effetto di questo androne i capelli diventano sempre più fini e il loro ciclo vitale si accorcia.
Il risultato è la stempiatura negli uomini e il diradamento generale nelle donne.
Scala di Norwood per la classificazione della alopecia androgenetica maschile
Nel tipo maschile si assiste a un arretramento simmetrico dei margini temporali (grado 1) a cui segue la definizione di due insenature denudate (grado 2). Successivamente si assiste all’arretramento del margine frontale (grado 3) e al diradamento a livello del vertice (gradi 4 e 5).
Per progressione e confluenza viene a configurarsi l’aspetto della calvizie nella quale persiste solo la corona temporo-occipitale.
Scala di Ludwig per la classificazione della alopecia androgenetica femminile
Nell’alopecia androgenetica femminile i margini frontali e temporali restano inalterati, come anche i capelli nella zona occipitale, mentre si assiste a un diradamento diffuso a livello del vertice. Si possono definire 3 gradi di interessamento:
Grado 1: con diradamento discreto, segnalato soltanto dalla larghezza maggiore della scriminatura a livello del vertice quando i capelli sono separati.
Grado 2: con un diradamento di entità media e capigliatura già visibilmente sfoltita.
Grado 3: con un’alopecia conclamata e cuoio capelluto ben visibile attraverso i pochi capelli rimasti.